
" Da quando non ci sei più, la nostra camera è diventata tanto silenziosa..cerco di riempirla con il mio disordine..mi ha fatto male vederti andare via così, sono cambiate tante cose in queste settimane..e avrei voluto condividerle con te. In casa le cose vanno bene. Lollo si è innamorato e io sono diventata un'ubriacona..ho un sacco di amiche nuove e non studio più..però mi mancano i tuoi insulti, la tua voce, le canzoni idiote, le paranoie, la buonanotte..ma forse la rabbia e il dispiacere per la fuga dell'unica persona con la quale avevo creato qualcosa sono state più forti. Mi sono sentita tradita. " sms Fede
Wow..le cose ora non potrebbero andare meglio. Ho perso i due germogli più belli del mio giardino. Ci vuole più amore per far crescere le rose..meno egoismo. Ora non posso aspettare un'altra primavera..voglio riavervi..
"In questa notte d'autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
la tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini."
Nazim Hikmet
Come mai non hai più voglia di parlare
ed io non riesco a starti accanto
sono davvero tanto brava
a confonderti confonderti
con tutte le mie certezze
Come mai non hai più voglia di parlare
ed io non riesco ad avere pazienza
vorrei rimediare
a tutto e subito
difendermi difendermi
con ritagli di frasi fatte
Forse anche tu stai pensando
che siamo troppo diversi
vorrei parlare con la tua bocca
e adesso
e forse anche tu stai pensando
che siamo troppo diversi
vorrei riuscire a guardare
con i tuoi occhi
con i tuoi occhi
Come mai non hai più voglia di parlare
e già troppe volte mi hai visto fuggire
così timorosa delle mie debolezze
nascondermi nascondermi
fingendo di non capire
E forse anche tu stai pensando
che siamo troppo diversi
vorrei parlare con la tua bocca
e adesso
forse anche tu stai pensando
che siamo troppo diversi
vorrei riuscire a guardare con i tuoi occhi …
Vorrei riuscire a guardare con i tuoi occhi …
con i tuoi occhi
con i tuoi occhi
farmi guidare da te
restarti accanto
farmi guardare da te
Carmen Consoli
Rieccomi :) dopo due lustri sono tornata..anche se a dire il vero non sono mai partita. Ho passato il test d’ingresso per l’uni. 272ima..numero storico. Il mio numeretto di matricola è veramente figo.. sono queste le gioie della vita (?) libretto blu in pelle (stessa pelle del pollo della mensa..dicono..) Bando alle cazzate..studierò psicologia..per la precisione: (aspettate che ricopio quello che c’è scritto sul libretto che non mi ricordo neanche metà del nome del corso :PpPp) : scienze psicologiche della personalità e delle relazioni interpersonali. “Per capiiirti meeglio..bambina mia” disse il lupo.
Ieri ho visto l’appartamento ed è molto carino..speriamo che la mia compagna di stanza, nonché collega di studi sia abbastanza simpatica..e che lo siano anche le altre. Mi sa che non sarà facile per i primi tempi. Però mi consola che proprio davanti a casa ho un bellissimo negozio “guardare-e-non-comprare”..dovrò tirare la cinghia mi sa..guaderò quelle cose immaginando di potermele permettere :)
*Padova
(scusate la scarsa visibilità)
Nei tuoi gesti c’è la vita
che dio ti benedica
ma sei ragazzina e stupida
l’arroganza non ti aiuterà.
Sempre ai margini ti muovi
di qualunque situazione
la tua rabbia è orgoglio sterile
la tua rabbia è solitudine..
Tiri calci , ti ribelli
contro chi ti guarda e non ti vede
con il solo rischio di essere
un incidente da statistiche
Colpisci me!
saltami addosso come fossi
la causa del tuo male più profondo
perché quello di cui hai bisogno
è solo e solamente
qualcuno da stringere..
Vorrei prenderti le mani
e penetrare i tuoi pensieri
tentando di essere
per te un abitudine
Spalancare porte e vetri
alle cose che non vuoi vedere
brindare alla tua frustrazione,
riempirne un po’ il vuoto
Colpisci me!
saltami addosso come fossi
la causa del tuo male più profondo
perché quello di cui hai bisogno
è solo e solamente
qualcuno da stringere..
Rezophonic
Ho visto il video di "L'uomo di plastica"..davvero bello..uno dei video più intelligenti degli ultimi anni..c'è anche il pelato dei Negramaro e Caparezza..
Campioni del mondo!!!

è da stamattina che mi frulla in testa..ci hanno azzeccato, dai...fa molto Me..
Mentre le ideologie si estinguono
e le coscienze si disperdono
insieme ai muri crollano
le verità di comodo
i monumenti a cosa servono?
La vera storia non la insegnano
non devo chiedere
devo fare da me
la verità sta dentro a un nylon
dimenticata in qualche oceano
sotto la buccia debole
di diecimila regole
Ti capisco
quando dici che
rivorresti
le tue bambole...
E mi hanno sempre fatto credere che
nell'incertezza è meglio prendere
ma se io prendo chi è che dà?
Se io prendo chi è che dà?
Ne ho visti troppi qui di oracoli
e troppe corti dei miracoli
io non vi posso credere
io non vi voglio credere...
Ti capisco
quando dici che
rivuoi indietro
le tue bambole...
Good times, bad times...
good times... bad times...
Ti capisco
quando dici che
rivorresti
le tue bambole...
Ora ha senso
quando pensi che
rivuoi indietro
le tue bambole.
Negrita
Vanessa. Bella, bellissima in tutti i sensi. mi mancheranno le sue facce col broncio alle otto del mattino, le nostre lunghissime chiacchierate a mo di confessionale (prettamente nelle ore di matematica), il suo zittirmi quando crede di avere ragione, le sue battute del cazzo..che porca eva..non fanno ridere nessuno, la sua risata, la nostra complicità sempre e comunque, le ore passate al mare invece che a scuola, prendere in giro Enrico e la sua pseudo-verginità, le spettegolate (ad alta voce, ovviamente) sulle snob di turno, le minchiate che fa quando è sbronza, le giornate a casa sua con l’Ale che per prendere un ragno accende l’aspirapolvere alle 4 del mattino, La Puci mi mancherà immensamente, mi mancherà svegliarmi al mattino e non avere più il nostro bar dove andare a far colazione (e manca), le sue follie, il suo farmi incazzare come una iena perché è più testarda ed arrogante di me, ridere ridere e ridere, e anche piangere, litigare e fare pace con una battuta, cantare “Marlon Brando è sempre lui” mimando Poggipollini alle 7.30 del mattino in piazza davanti ai vecchietti che girano per il mercato, dire le stesse cose nello stesso momento, guardarci e scoppiare a ridere, far saltare i nervi alla Marta, mi mancherà la Sara con i suoi discorsi socio-politici, Fabrizio e le sue pagliacciate, Roberto che quando parla ha bisogno di un interprete, la risata della Ele, i dibattici in classe, la satira, Gianfranco e le sue amebe, la Patti che è sempre lei e non serve aggiungere altro, Michele e il suo essere sempre così meraviglioso, Paolooooo, il tecnico, il M-inetto a vivere, Gommapiuma e le sue brioches, la macchina delle fotocopie che è uguale a : ritrovo per i nullafacenti e cazzoni, l’infermeria e le ore passate a parlare cn tutti quelli che fingevano qualche strano male ( record di tre ore ad ascoltare la vita sentimentale di un musulmano..grazie al cielo ne aveva solo una), Pasi e i libretti personali, le giornate all’Interno, le marine-costruttive, le mie paranoie su Fabrizio, Vienna e le finestre sempre aperte, il gelato mangiato cn le dita, gli hotel di notte, le corse per i corridoi, le chiavi magnetiche, lo hielo, “hay alguien entre nosotros?”(muhauaha..piiirla), i baci con la lingua davanti agli austriaci, il concerto dei subsonica e le lacrime sulla scalinata del palazzetto, dormire in treno tutte appiccicate, le panchine e le nostre scritte, guardare e commentare i quadri con la vane, la marta che si tocca i capelli, le frecciatine, il Domi e le sue uscite da sonounexcomunistapoinontantoex, l’anarchia nelle ore di matematica, le espressioni da culo di Stef, ballare “no scrubs” a juan llorens, dondolarsi sulle altalene del parco di Valencia, Juan cretino, ascoltare i subs al Malibran, “definizione di ‘federalismo’”, “voi quattro siete insopportabili”, Robi fammi un bel sorriso, intrinzeco, “vien fora da chea busa”, i sabato pomeriggio al Nick, le marine collettive, i bigliettini, le imitazioni, la malizia, chiedere scusa, abbracciarsi, le ore in autobus, gli autogrill e la pioggia, il polline in stazione, le foglie secche, la ghiaia del piazzale, a Milano con Dario e Michele, Angelo che cerca un interlocutore, i glamour sotto al banco, le cazzate appiccicate alle pareti, rigirarsela, la voce della Marta, “faaaalsa”, scroccare gomme alla Chiara, le figure del cazzo, io e Marta che cantiamo “calma e sangue freddo” alle dieci di sera a berlino est mentra aspettiamo il tram da sole e preoccupate per i loschi individui, la Marta sbronza ad alexander platz, dormire nell’appartamento di berlinesi sconosciuti..su delle lenzuola che nonvogliosaperecosacihannofattosopra, Martin e la mia faccia quando ha aperto la porta seminudo, i bicchieri dell’Acapulco, la Teresa e il suo zainetto, le brioches al cioccolato della Rita, i suoi tavoli e le sue sedie, Campovolo con la Ale, Bologna, i girasoli, la Fernanda, il frappè del Koala a Trieste, Verona, il profumo del glicine al parco, essere volgari perché siamo tra donne e lo possiamo fare, il letto all’Expo e la Ale che mi risponde “chi cazzo vuoi che sia”, io che mi addormento mentre lei mi parla e le risposte cominciano a diventare dei brontolii sommessi, la Vane che mi dà della stronza per i motivi più svariati, fare la ruffiana con la Sara..e non solo, “sgamata!”, le giornate prima delle partenze, le partenze, gli arrivi, sentirsi a casa in un altro stato, comprare un ippopotamino rosa solo perché mi fa tenerezza, giocare a calcio in mentro a Berlino e cantare l’inno nazionale, i napoletani a Potsdam che ti chiedono informazioni in inglese e che si rendono conto che sei italiana solo dopo che gliel’hai ripetuto tre volte, i punk intorno alla fontana, Marta che a tavola dice a Martin: “ti scoperei”, e io che rischio di morire soffocata, mentre lui ride e non capisce cosa cazzo lei abbia detto, la nostra ‘mamma’ tedesca che ci lascia la casa per due giorni, tornare più nuove e anche più vecchie, le bambinate da 15enni, i sotterfugi, baciare il pr, la pioggia e il lettore cd cn Dario, le penne colorare della Chiara, l’anno del piercing all’ombelico, dei braccialetti regalati, delle vetrine da pulire, Giù che si fa fare la tinta, Alessandro, la Alessandra e la panna, l’accendino verde, il gelato alle due, i miei primi sintomi politici, fare le grandi al Marina, Michi e il Prater, Il bacio di Klimt, Simone che imperterrito ci prova, la Vane che non sa cosa sia il ritmo, il figlio della Lori, gli sguardi complici, “vi spaho le gambe”, fare l’arrogante e non pagarne le conseguenze, falsificare la firma di mia mamma, le lettere di Marco, la mia cotta per Marco, Marco Marco Marco, il Miglio più di tutto..stuzzicarci e ritrovarci stretti stretti, le mie prime decolletté, la catia e la mia ingenuità nel volerle bene, il “ciao patatona”, i nostri “scappiamo..”, le promesse, addormentarsi mano nella mano, “dai su..”, poldo, i basssini, la sandra, la compaña, la mia donna di alleanza nazionale ma che dentro è rossa, la Ceeee (o Che), “areo, mare, pare..”, maria del pess, sì vinna..e quante altre stronzate.
Stanca, sembri solo stanca nella notte bianca d'indifferenza che parla, mentre guida parla, seguitando parla...fa il grande ed offre lui...e il giorno non c'è più. Radio, voci tra i ruMOri...pausa idrocarburi e cessi luridi. E bere fondi di piacere in polvere e partire...è in vena ed offre lui […]. Fuori, scappi ed esci fuori, fuori dai ruMOri. é notte limpida di stelle, tra le insegne stelle, di bambina stelle
indifferenti
e scoppi a piangere
Questa qua è per te
e anche se non è un granché
ti volevo solo dire
che era qui in fondo a me.
E' per te che lo sai
di chi sto parlando, dai
e ti piacerà un minuto
e poi te ne scorderai.
Perché sei
viva viva cosi come sei
quanta vita mi hai passato
e non la chiedi indietro mai e sei
viva viva per quella che sei
sempre pronta, sempre ingorda
sempre solo come vuoi...
Questa qua è per te che non
ti puoi spegnere non hai mai
avuto tempo devi troppo vivere
e` per te questa qua per la tua
golosità ti strofini contro il
mondo tanto il mondo non ti avrà
Perché sei
viva viva cosi come sei
quanta vita hai contagiato
quanta vita brucerai perchè sei
viva viva per quella che sei
niente rate, niente sconti
solo viva come vuoi...
Questa qua è per te e non è niente facile
dire quello che non riesco
mentre tu vuoi ridere
Perché sei
viva viva cosi come sei
quanta vita mi hai passato
e non la chiedi indietro mai
perché sei
viva viva per quella che sei
sempre pronta sempre ingorda
sempre viva come vuoi...
Questa qua è per te
che sai sempre scegliere
e io invece non ho scelta
te la devo scrivere.
Buon compleanno Emma!
.Ti amo.
Miss indecisione. Eccola. Sempre “in bilico tra tutti i suoi vorrei”, davvero non c’è scampo. Che poi non posso sempre essere la donna last-minute, dovrò pur avere un motivo ben preciso, uno scopo, una meta…invece no, ne ho troppe…e ogni giorno me ne invento delle altre. Questo o quello? Giusto o sbagliato? Gonna o jeans? Capelli mossi o lisci? Psicologia o scienze politiche? Dolce o salato? Sesso o amore? Destra o sinistra? No, in questo caso non ho dubbi. Il punto è che sono un’eterna indecisa. A volte mi piace perché mi permette di variare in continuazione…e a volte mi pesa perché è come se mi mancasse un punto di riferimento, una strada principale. Ecco, io vivo di strade secondarie, di vie sterrate, di vie allagate dalla pioggia, altre secche e polverose, di vie ghiaiose, di vie piene di erbacce, vie asfaltate, vie che non sono più vie perché la natura è più forte ed è riuscita a coprirle. Le mie sono tutte strada a senso unico e non ci passano macchine. Continuo a cercare la strada maestra…ma non la trovo e credo che forse è proprio così che deve andare. La mia vita è una costante ricerca di qualcosa che non c’è. Tutto quello che c’è è nelle MIE vie. Credo sia questo il bello: in me non c’è niente di impostato…io sono io e continuerò a vagare per tutta la vita. Potrei fermarmi ad osservare i fiori che crescono ai lati della carreggiata…o posso decidere di continuare a camminare finchè i piedi, il cuore, i polmoni non tengono botta. Le mie strade non hanno un senso, corrono e basta. Si inventano da sole…si costriuscono. E non c’è filo logico, c’è solo voglia di diventare me stessa. Qui non c’è ragione…non c’è un perché alla vita. Non ha mete, non ha motivi. Esiste e basta. Forse, il vero senso è che non c’è nessunissimo senso.

Voglio vivere come te
Voglio vivere come se
come se tutto il mondo fosse...fosse fuori
...fuori, fuori, fuori...
e voglio ridere come se
come se ridere di per sé
bastasse già a risolvere gli errori
...gli errori, gli errori, gli errori...
Non voglio stare lì
sempre a chiedere "come mai...?"
a chieder sempre "per favore...mi dai..."
e BRAVA GIULIA...e BRAVA GIULIA!
prenditi la "vita" che Vuoi!
BRAVA GIULIA...e BRAVA GIULIA!
sceglitela! certo che Puoi!
BRAVA GIULIA...e BRAVA GIULIA!
certo che, certo che Puoi!
Scrivilo sui muri:
Io Voglio vivere senza mai,
senza mai perdere neanche un'occasione
...come?...come?...come?
Io non mi siedo lì
Io Voglio vivere "sopra..."
Io Voglio vivere Una Volta Sola!
BRAVA GIULIA...e BRAVA GIULIA!
BRAVA GIULIA...e BRAVA GIULIA!
BRAVA GIULIA...e BRAVA GIULIA!
Scrivilo sui muri se
vorrai qualcuno un giorno accanto a te
e non importa se sarà il migliore
...come?...come?...come?
La vita non è facile
ma a volte basta un complice
e tutto è già più semplice!
e BRAVA GIULIA...e BRAVA GIULIA
viviti la vita che vuoi
BRAVA GIULIA...e BRAVA GIULIA
certo che...certo che Puoi!
BRAVA GIULIA...e BRAVA GIULIA
certo che puoi!
Vasco
Oggi mi sento così vuota...
"io ti sento
al punto che disturbi
al punto che è gia tardi
rimani quanto vuoi..."
“Fagli vedere il mare, piccola. Guarda tutto il mare che puoi. Infila tutto negli occhi da brava ingorda. Non stancarti di farlo. Per favore, non stancarti. Fagli “sentire” il mare con i tuoi occhi. Porgi anche il suo orecchio perhè possa sentirne i rumori ipnotici e quelli che non lasciano scampo. So che non c’è bisogno di dirtele queste cose. Nemmeno potrei. Ma io so che tu puoi sentirmi anche se non ti parlo. E allora ascoltami bene: fagli rispettare il mare e fa’ che si senta rispettato da lui. Fai percepire a nostro figlio l’idea di orizzonte come un concetto stravagante e possibile. Allarga le narici. Lascia entrare. Sbornialo di odore selvatico di acqua salata, forme di vita e sesso. Non preoccuparti se l’aria ti sembra troppo fresca. Tira su col naso tutta la notte qui intorno. Figurati se le stelle non hanno odore. Figurati se non hanno ritmo. Tira dentro la puzza morbida del cielo e allungagliela. Passa a nostro figlio tutta la te stessa che puoi. Penso io al resto. Guiderò finchè serve. E se serve ci fermeremo ogni cinque minuti. Per buttare dentro tutto il buttabile. Farò e disferò tutti i bagagli da fare e disfare. Rotte, comunicazioni al centro, roba da lavare: penso a tutto io. Tu occupati della parte importante. Chiedimi tutto. Consegnati a ogni sentimento. Fagli capire che aria tira qui fuori a quel fortunato che ti sta dentro. E lì dentro gode della garanzia del tuo filtro. Frammenta e degusta ogni delizia che ci è permessa oppure inghiotti bocconi interi come vorrebbe fare lui. Fallo ballare al caos di tutte le musiche suonate insieme. Ridi. Per te e quindi per lui. Porgigli l’intera gamma delle voci di tutto. Non risparmiargli niente. E poi fai quello che vuoi. Che goda del tuo gusto nel farlo. Non trascurare la parte più ovvia. Fagli vedere montagne, fiumi, laghi, boschi, pianure, vigne e campi. Respirali per lui. ascoltali senza pietà. Senza scuse. Non ti preoccupare, non farà confusione. Tu infila dentro che lui farà ordine. E nelle pause, se ne avrai, come se fuori dai finestrini non ci fosse sempre qualcosa da buttare dentro, nelle pause ti dicevo: ricorda. Passagli quello che hai già visto e annusato e assaporato. Ogni pianta dei tuoi parchi. Tutti i frutti e i fiori nati e morti. Tutte le varietà d’erba che hai schiacciato a piedi nudi. Tutti gli animali il cui percorso sta cercando di imitare questo nostro figlio così balordo da voler nascere e vivere alla rovescia. Rircorda gli effetti delle stagioni. Tutte. Tutte le sfumature di sole. Tutte le sfumature d’ombra. La neve. Prova a spiegargli la neve che copre dalle orecchie e dagli occhi morbosi. Fagli sapere che lui è sotto la neve. Dove nessuno lo può scrutare, analizzare. Parlagli di noi. Fai ridere un po’ anche lui. Si ride l’ dentro? Si balla? Si ha mai paura? Fammelo sentire. Non mi escludete, voi due. Trova il modo di farmelo sentire senza che loro vedano niente. Passamelo con gli occhi. Mettimi nella condizione di vederlo. Scusa, piccola, se mi sono fatto prendere la mano. Sai benissimo da sola cosa c’è da ricordare e da fargli avere. Ma fai presto, per favore, che abbiamo il tempo che abbiamo. E poi, questo proprio te lo devo dire, guardati allo specchio più spesso che puoi. Così da farlo felice.”
La neve se ne frega
La neve se ne frega
...il corso delle cose è sinuoso...
♥ Martina ♥
Ballera
BeppeGrillo
EmmA
Eris
IL TITOLO NON C'è
KiaZ
LeMalvestite
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Mariella
Molly
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Unicef
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[ Si farebbe un secolo prima, per lui e per lei, se lei tornasse vestita soltanto del bicchiere...] Liga[ Hai la tua sovranità sui pensieri, sai che basta questo... che il resto è lusso ] SubsOnicA
[ Libertà è una parola di fumo, un dato per scontato, libertà è come un segno di croce automatizzato. Se non sai distinguerla lei ti abbandonerà, se non sai difenderla non ti accompagnerà... ] SubsOnicA
[ Non immagini quanto sia dolce sfiorare dai tuoi incerti sorrisi la felicità... ] SubsOnicA
[ *per una magia così* dice *val la pena vivere* ]Liga
Ligabue. Margaret Mazzantini .
. Antonio Tabucchi .
. Allende .
. Anne Rice .
. Andrea Camilleri .
. D'Annunzio .
. Pablo Neruda .
. Niccolò Ammaniti .
. Dacia Maraini .
Dentro di me c'è una sedia vuota. Io la guardo, guardo la spalliera, le gambe, e aspetto, e mi sembra di ascoltare qualcosa. è il rumore della speranza.Margaret Mazzantini_NoN Ti MuOvERe
"Sai cosa vorrei?...indorare la pillola, non dico molto, solo un poco, renderla più morbida. Cerco la morbidezza".
Dacia Maraini_PiERa DeGLi EsPoSti
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[ with permission - don't use ]
EL pie del niño aún no sabe que es pie, y quiere ser mariposa o manzana.
Pero luego los vidrios y las piedras, las calles, las escaleras, y los caminos de la tierra dura van enseñando al pie que no puede volar, que no puede ser fruto redondo en una rama.[...]
Pablo Neruda
♥ ♥ ♥ ♥ ♥"Però sappi che, anche più dell'evidenza della tua pancia, c'è una cosa che ci può fregare irrimediabilmente: la luce che ti scappa. Ti scappa dagli occhi, dai muscoli della faccia, dal collo e dai capelli. Quella non la potresti nascondere neanche se volessi, piccola. Luce mozzafiato. Nella bellezza e nella condanna." Liga